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Avere fascino non è competenza di tutti quanti. C'è chi vuole mettere in risalto la propria personalità con un'acconciatura bizzarra alla Nina Zilli, chi vuole darsi un tono attraverso l'estrosità e i colori dei costumi, come per esempio Lady Gaga e chi ancora preferisce essere minimal nel proprio outfit e semplice nella propria chioma ma  aggressiva al massimo nel costume che viene dato alle proprie mani. I protagonisti di questo articolo non sono gli anelli o i tatuaggi, che molti preferiscono farsi eseguire sul dorso della mano, bensì le unghie. Esatto, proprio quello strato finale che conclude la superficie conclusiva delle nostre dita e che spesso molti individui, in preda a forti ansie e tensioni, smangiucchiano fino allo sfinimento e all'irritazione vera e propria della pelle.

I primi passi della ricostruzione

Le mani, soprattutto quelle femminili, sono sempre state una vera e propria presentazione. Se nell'antichità, sfoggiare le unghie lunghe e colorate è stato sinonimo di appartenenza a ceti sociali alti, oggi significa avere a cuore la propria identità stilistica. A partire dagli anni 20 del 1900, con la nascita del cinema e con i primi film muti, le mani decorate e smaltate, rappresentò una vera e propria moda, la quale venne affrontata e cavalcata da brand come Max Factor. Quest'ultimo, nel 1925, ha lanciato sul mercato il primo trattamento lucidante e, successivamente Revlon, nel bel mezzo degli anni 30, ha cominciato a realizzare una serie di smalti colorati in pendant con i suoi sfarzosi rossetti. I primi passi verso la ricostruzione delle unghie come oggi la intendiamo, sono stati percorsi nel 1937, anno cruciale in cui Harriet Fliegenbaum ha brevettato una tecnica somigliante alle attuali tip, al fine di allungare le unghie alle stelle del cinema.

La ricostruzione oggi

Esistono numerosi corsi di ricostruzione unghie a Roma, come la scuola estetica bsa, e in tutta Italia, che consentono di analizzare le numerose tipologie per la ricostruzione delle proprie unghie. Esiste la ricostruzione in acrilico, grazie alla quale l'unghia viene totalmente rimodellata, ricostruita e, in alcuni casi, anche allungata, grazie all'applicazione di una polvere acrilica e di un monomero. La seconda tecnica prevede l'impiego del gel, grazie al quale c'è anche un grande impiego delle lampade LED e UV. Ultimo, ma non per questo di meno importanza, è l'acrigel, capace di essere resistente come l'acrilico e allo stesso tempo facile da modellare come il gel.