ASSO Lombardia: la frustata all’economia del Paese

L’abbiamo già detto e ripetuto anche ad alta voce: i liberi professionisti sono favorevoli alla concorrenza e alle liberalizzazioni, ovvero non sono contrari a misure che favoriscano la competizione e l’apertura del mercato dei servizi professionali, ma ogni manovra e ogni riforma deve tenere conto delle difficoltà incontrate dagli studi professionali in questa fase congiunturale e non deve consistere in una deregulation selvaggia che, dequalificando o declassando la qualità della prestazione professionale, va a colpire, in modo indiscriminato, le categorie professionali che invece, proprio perché svolgono un importante ruolo nell’ambito sociale e tecnico dell’economia italiana e internazionale ed operano nell’interesse del cittadino, devono invece essere aiutate.

Chi intende rilanciare l’economia del Paese, mortificando un settore economico che vale il 12,5% circa del PIL, è nettamente sulla strada sbagliata: si dimostra profondamente ignorante ed incompetente della funzione sociale svolta dal libero professionista, chi ancora oggi sostiene la necessità di mantenere il settore delle libere professioni agli effetti della libera concorrenza, puntando sui prezzi e non sulla qualità della prestazione.

Si dimostra di essere rimasto indietro nel tempo per il non avere compreso che tale politica, ha già innescato un virtuoso processo di competizione ed impoverimento, senza riuscire ad arginare la stagnazione dei mercati per fare decollare la ripresa economica del Paese, ha snaturato la professionalità ed ha ostacolato l’accesso alla professione dei giovani.

Se poi consideriamo anche le contraddizioni interne alla manovra economica che è stata “studiata” per il rilancio della occupazione e dell’economia italiana, ci sentiamo non solo pienamente indignati ma anche polemicamente incazzati e, crediamo, anche con un buon margine di ragione.

Nel periodo di crisi che sta attraverso il nostro Paese, nel quale si chiedono sacrifici a tutti gli italiani, la notizia che il Ministero della Difesa ha acquistato 19 Maserati Quattroporte blindate (valore 180 mila Euro l’una circa), per sostituire altrettante Audi A6 e Lancia Thesis acquistate nel 2008, non poteva non sollevare un polverone di polemiche.

Ma, se la formica della favola del francese la Fontaine aveva tutto il diritto di riempire le dispense per far fronte ad un inverno rigido, il nostro Ministero della Difesa, chiamato anch’esso a far la sua parte di sacrifici,  come giustifica una  frettolosa spesa che sfiora i 3,5 milioni di Euro dei soldi delle nostre tasse per rinnovare un parco macchine vecchio di soli tre anni?

Invece di dare il buon esempio al cittadino, magari attendendo tempi migliori per comprare auto a metano, si beffa della gente normale che cambia l’auto ogni 10 anni: non la Maserati, ma la Panda; e poi ci sono tanti commissariati e caserme della Polizia di Stato che, pur svolgendo un servizio di pubblica utilità ed essendo senza risorse, utilizzano ancora mezzi di 10 o più anni fa.

Quei pur pochi fondi, invece di essere impegnati nell’acquisto di lussuose autovetture, potevano essere invece dirottati, magari assieme a quelli di altri simili “cattivi investimenti” non resi noti, ai Comuni che hanno subito il disastro idrogeologico avvenuto nell’ultima settimana di ottobre, per essere impegnati in opere di difesa e di riqualificazione del suolo e sistemazioni del sottosuolo, dando così impulso al settore dell’ingegneria, in quanto occasione di sviluppo professionale, per la tutela ed il recupero del nostro patrimonio artistico, architettonico, turistico, ecc.

Ragionare in tempo di crisi per il rilancio dell’economia significa intervenire efficacemente con disposizioni ed ordinanze mirate a prospettive più ampie per la riqualificazione vera del territorio, che vadano pur in contrasto con le politiche senza scrupoli delle società immobiliari e di capitali, con azioni tese ad evitare gli aumenti di cubatura nelle zone che sono già state individuate critiche.

Le persone intelligenti hanno il diritto e dovere di reagire contro chi ciancia di “rivoluzione liberale” e di “frustata all’economia”, mentre attua provvedimenti esattamente di segno opposto: pertanto bisogna essere anche disposti a decidere azioni dirompenti, smettendola con le consuete, troppe prudenze, ma per questo sono necessari coraggio, decisione e credibilità.

Asso Lombardia – Architetti e Ingegneri liberi professionisti

Novembre 2011

 

 

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