Il tema della Riflessione nella società contemporanea

Quanto riflettiamo? Poco, molto poco. Il motivo è piuttosto palese, non sono necessarie ricerche e approfondimenti per intuire che il mariolo del nostro Tempo è la società. Essa è come una sanguisuga, un parassita insaziabile che ci assimila la nostra linfa vitale, ci obbliga a rimanere sempre attivi, sempre pronti, sempre disponibili e all’altezza di donarle il nostro sangue. Un uomo senza sanguisuga, senza il suo parassita, è un deviato, un emarginato, è considerato pericoloso.

La società finge di essere la nostra coscienza, il nostro modello ideale, la nostra allenatrice di vita, ma non è cosi. Dobbiamo tornare a leggere e ad imparare a dire delle volte No al treno della vita. Dobbiamo dedicarci di più a noi stessi, a chiudere gli occhi e ad  ascoltare la nostra anima, ad ascoltare i sussurri del nostro corpo, a farci trasportare dai pensieri..

Vivere la vita in compagnia di noi stessi.

Sono d’accordo riguardo al fatto che Chi Riflette, Chi pensa, indaga, scava, trascende la realtà, si sensibilizza: chi è sensibile degusta meglio i fatti, le cose, è in grado di viverle appieno.. ma cosi facendo si espone agli altri e a se stesso; in una frase: è destinato a Soffrire.

Sono molte le cose che ci fanno soffrire, spesso sono esperienze comuni, quasi universali, delle volte esperienze particolari, rare.. : la scomparsa di un oggetto, il senso di abbandono e di inadeguatezza, il timore o la perdita di una persona a noi cara, sono tutte condizioni che fanno soffrire e crescere. La sofferenza aiuta a maturare, aiuta a vedere le cose in maniera sempre più oggettiva, ci dà la possibilità di conoscerci meglio, di rafforzarci, di assaporare meglio le cose dando a queste il giusto valore e significato. Riflettere, quindi, è un modo per affrontare la realtà, per combattere e per accettare le cose che non funzionano nella nostra vita, in quella altrui, nella vita sociale. E’ un modo per trascendere la realtà, per disinteressarsi ed estraniarsi da ciò che ci circonda per entrare in un mondo in cui noi fingiamo e ci illudiamo di esserne i padroni, con la consapevole amarezza che, presto o tardi, perverranno le emozioni, le paure e le angosce a far breccia nel nostro gonfiato castello di carta.

L’invito è quello di riflettere in modo da costruire attorno alla nostra anima  e al nostro cuore delle salvaguardie bastanti per far fronte alle costanti minacce provenienti dalla società, dalle relazioni, dagli abbagli..

Come dicono i grandi pensatori:- Ciò che rende l’esistenza preziosa e piacevole sono solo i nostri sentimenti e la nostra sensibilità. (Hermann Hesse)- Provo costantemente a reinventare le mie sensibilità e le mie idee. Mi piace sentirmi soddisfatto per le cose che ottengo quando ritengo di aver fatto un buon lavoro. Ma il lavoro solitario è abbastanza doloroso ( Vincent Gallo)- La sofferenza è forse l’unico mezzo valido per rompere il sonno dello spirito. ( Saul Bellow )

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