Amori impossibili, un saggio verso l’amore.

Aldo Carotenuto, psicologo italiano contemporaneo, nell’opera “ Amore e Solitudine”, descrive l’amore come una < forza destabilizzante> appartenente alla sfera dell’indicibile che nasce nella dimensione più profonda e nascosta dell’anima, provocando un’alterazione del nostro rapporto con la realtà e, pertanto, comporta inevitabilmente una certa paura, perché la nostra felicità e sicurezza sono nelle mani di un’altra persona. Alla base dell’uomo, sostiene l’autore, esiste la consapevolezza della solitudine cui ogni uomo è, per sua natura, costretto a sopportare. Difatti, la singolarità del suo essere e l’impossibilità di non avvertire il peso della propria individualità e, per questo, non essere in grado di definire e distinguere la propria identità dalla società, portan l’uomo ad avvertire l’esigenza di stringere dei legami che lo allontanino dalla solitudine. A tal proposito, Carotenuto sostiene che il senso di vuoto che l’Amore ci promette di riempire è una mera illusione poiché, per quanto l’altro possa collimare al nostro desiderio inconscio, il bisogno di totalità è talmente smisurato che  nessuna esperienza lo potrà realmente mai colmare. Infatti, quando l’uomo prende coscienza della precarietà del sentimento amoroso e perciò che in ogni rapporto continui ad esistere la possibilità di perdere la persona amata, questo mette in atto strategie che gli permettono di realizzare un rapporto in cui vige una sorta di bisogno e di dipendenza reciproca con l’amato. La dipendenza è una componente necessaria dell’amore poiché fa sentire i soggetti coinvolti e al centro delle attenzioni e delle cure del partner. Al contempo, però, essa non dovrà essere sovrabbondante, estremizzandosi, giacché porterebbe a uno stato di necessità psichica tale da considerare l’altra persona come un oggetto di nostra proprietà e, di conseguenza, di pretendere di avere dei diritti inviolabili su questa, dando origine a quella che Carotenuto definisce “un’autentica ossessione patologica amorosa”. La volontà di dominio dell’uomo sull’uomo è una tematica molto diffusa nella filosofia esistenzialista, in particolare, il filosofo Sartre, nell’opera “L’essere e il nulla”, afferma che nella relazione amorosa gli amanti si pongono come due soggetti, ognuno dei quali vuole possedere l’altro, non come cosa, ma in quanto soggetto. Vi è dunque un parallelismo tra Carotenuto e il filosofo, poiché entrambi sostengono che chi ama aspira a dissolvere il “tu” dell’amato nel proprio “io”, anche se non totalmente, poiché se lo dissolvesse del tutto verrebbe a mancare la relazione di coppia. Di conseguenza, nell’amore si riscontra un’insolita lotta in cui l’amante desidera assoggettare l’amato ma, al tempo stesso, vuole preservare la propria libertà, in modo da possederlo come soggetto e non come oggetto. L’equilibrio nella coppia, spiega lo psicologo, è spesso messo a dura prova poiché è necessario sia soddisfare il bisogno egoistico del proprio sentimento amoroso, con le sue aspettative e il suo bisogno di cure e attenzioni, sia tener conto delle esigenze, degli spazi e degli interessi del partner. A tal proposito è interessante l’esperienza del personaggio Giorgio nell’opera “Fosca”dello scrittore scapigliato Tarchetti, in cui il protagonista vive/subisce un duplice amore.  Quest’ultimo, durante un congedo militare a causa di un disturbo al cuore, nella città di Milano, conosce e si innamora di Clara, donna bella e vitale, contrapposta all’amore che lo stesso protagonista sente per Fosca, donna orribile nella sua magrezza, consumata dall’angoscia nell’anima e nel corpo, ma, al contempo, irresistibile, colta e conturbante, conosciuta in un villaggio desolato dopo essere rientrato nell’esercito. Questi sono due tipi di amori impossibili poiché l’amore per Clara è idealizzato e vagheggiato, ma ormai passato e perduto per sempre, mentre quello per Fosca è distruttivo perché esige il possesso totale dell’altro fino all’annullamento della sua singolarità. Inoltre, questi sono amori simbolici, infatti, l’amore con Clara è una rievocazione irrealizzabile dell’amore materno, non a caso la bellezza di Clara è paragonata da Giorgio a quella della madre, mentre l’amore con Fosca è seducente perché promette di essere altrettanto totalizzante e inglobante ma, proprio per questo, mortale. Di conseguenza, con l’entrata in scena di Fosca, la quale s’identifica con la concezione Novecentesca della Donna fatale, il protagonista si sente contagiato dalla sua malattia e dal suo folle amore tanto da perdere gradualmente le proprie aspirazioni, i propri valori e la salute. Il legame vincolante tra Giorgio e Fosca rappresenta la forza distruttiva, il Thanatos dell’amore, il quale, proprio come affermava Carotenuto, può portare alla felicità o alla sofferenza dell’individuo. Detto ciò, vi è un’altra analogia tra l’opera del Tarchetti e la concezione dialettica di amore-sofferenza dello psicologo poiché entrambi presentano lo strumento utilizzato dagli amanti per vincolarsi l’uno all’altro, ossia il Senso di colpa. Quest’ultimo, infatti, oltre a far in modo che l’altro avverta la responsabilità di star lasciando solo o, meglio, di star abbandonando il partner che, al contrario, si era reso disponibile e si era “irrazionalmente abbandonato” nelle braccia dell’altro, ha il fine di evitare che il proprio senso di solitudine riemerga e ,quindi, di affrontarlo. Ogni individuo, di conseguenza, nel momento del suo amare, è convinto dell’eternità del proprio sentimento e del legame instaurato con l’altro;

ma, quindi, esiste l’anima gemella, in cui vi è un rapporto capace di trascendere la realtà contingente e di circoscrivere la propria esistenza in un clima di fiducia, di dialogo e di felicità totale?

Secondo il filosofo del sospetto F. Nietzsche, chi promette amore eterno cade in un luogo comune poiché questo, o, meglio, la promessa di amare qualcuno per sempre, non è possibile. Difatti, in “Umano, troppo umano”, il pensatore tedesco sostiene che si possono promettere in amore solo le azioni ma non i sentimenti in quanto questi sono involontari e quindi non sono sotto il controllo dell’individuo.

Egli, inoltre, afferma che l’amante non può promettere al proprio partner amore eterno ma può risolvere il dilemma dicendo “finché ti amerò, compirò verso di te le azioni dell’amore”, proprio per porre l’accento sul fatto che è da illusi pensare all’amore come un concetto immutabile e statico. A tal riguardo si potrebbe far una correlazione tra il pensiero nicciano e la tesi sostenuta dal filosofo tedesco Schopenhauer, il quale, con la massima “ogni innamorato si trova dunque ingannato”, afferma che ogni tipologia di innamoramento non è altro che un istinto sessuale volto alla procreazione e quindi alla prosecuzione della specie. Pertanto, ogni amante crede di darsi da fare e di sacrificarsi per il proprio piacere, mentre in realtà tutto accade o esclusivamente al fine di conservare la specie o per dar vita a un determinato individuo che può nascere soltanto da quei specifici genitori. Secondo il pessimismo del filosofo, ogni innamorato dopo aver finalmente ottenuto il piacere, proverà una profonda delusione poiché ciò che ha desiderato con tanto ardore non gli offre nulla di più che una qualsiasi altra soddisfazione dell’istinto sessuale. È evidente che una coppia non può accettare che l’amore sia, spesso, illusione, precarietà, mutabilità, e, proprio per questo, mette in atto inconsapevolmente diverse tecniche di isolamento e di rafforzamento della relazione che, però, sono altrettanto nocive per la coppia. Queste pratiche, descritte e analizzate ampliamente nell’opera “Eros e Pathos” di Carotenuto, hanno il fine di proteggere la coppia dalla società e dai giudizi da essa derivanti e consistono nel meccanismo secondo il quale la coppia tende a isolarsi, diventando un gruppo autonomo ed indipendente. Ciò è dimostrato dal fatto che, spesso, le coppie di innamorati si sentono dichiarare dal gruppo dei pari o da conoscenti che non sono obbiettivi nelle scelte che compiono, che hanno acquisito una concezione diversa del mondo per cui spesso non vedono la vera essenza delle cose o, più frequentemente, che le azioni e i comportamenti da questa adottati non vengono compresi o accettati socialmente. In conclusione, qual è il modo per evitare la sofferenza e l’illusione in amore? Carotenuto, a riguardo, afferma che la distanza fra amore e sofferenza è sottile e quasi inevitabile – necessaria ma vi sono dei modi per cui questa sofferenza può essere circoscritta e limitata, ossia: non facendoci tormentare dalle nostre insicurezze e dall’angoscia di essere abbandonati, come il personaggio di Fosca di Tarchetti, scoprire il valore della fiducia e della sincerità verso il partner e, infine, rispettare gli spazi e l’autonomia che una persona necessità per vivere e per sviluppare un’identità non solo di coppia ma anche individuale.

 

Ritroverete questa e molti altri articoli nel mio sito:  http://bibbone69.webnode.it/

Arte e Cultura: Ultimi articoli

Didattica: Ultimi articoli

Scienza: Ultimi articoli

Questa voce è stata pubblicata in Arte e Cultura, Didattica, Scienza e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>