Il cerchio è uno strumento d’insegnamento naturale e l’Istinto ne è la base perché ti riporta a ciò che ordinario e semplice; esseri umani che condividono allo stesso livello – nessuno avanti nessuno indietro, ne sopra o sotto, proprio come si manifesta in natura. Gli uccelli cantano, gli alberi soffiano al vento, gli insetti strisciano, gli animali corrono intorno, le nuvole e gli uccelli vagano nel cielo, in una sincronicità vasta ed espansiva. La radice della verità Nativa è questa profonda e intrinseca connessione, visibile ovunque se si hanno occhi per vedere, orecchie per ascoltare e cuore per sentire. L’insegnamento Lakota – Mitakuye Oyasin . siamo tutte le nostre relazioni- esprime questo concetto in modo splendido. Quindi non c’è nulla che debba fare per la tua istintività; è già nelle tue ossa e nel tuo sangue.
L’intuizione invece è più sottile e più inerente all’umano. Richiede ed implica un senso di direzione per seguire qualcosa che non si può spiegare o provare.
Ci vuole coraggio per seguire la propria intuizione. Nel mondo questo in genere porta al pericolo o quanto meno all’insicurezza. Nel mio lavoro nei cerchi, nelle cerimonie o nelle sessioni di guarigione, si manifesta come una sorta di insistenza , quasi come una voce o un’ombra che cerca un raggio di luce. Se l’energia nel gruppo è bloccata arriva un momento che come guida devi saltare nello sconosciuto e seguirla.
Di solito, anche se non sempre, viene fatto con qualche strumento di radicamento – il tamburo, un canto o una danza, lacrime di gioia o rabbia. Sensibilità, fiducia e un cuore aperto sono necessari.
L’intelligenza è più vicina alla consapevolezza perché è una forma di vedere. L’intellettualità può esserne uno strumento ma è un sostituto misero. Durante i miei giorni universitari spesso mi sentivo frustrato dal fatto che non c’era connessione tra ciò che studiavo e la mia vita .
Tutto era astratto, intelligente , stimolante mentalmente ma sterile a livello esistenziale. Nel lavoro l’intelligenza si manifesta come la capacità di vedere tutte le contraddizioni come un’unica energia.
Occorre percepire da uno spazio di compassione distaccata, sentire tutto ma non identificarsi con nulla. Quando lavori con le persone in un cerchio in mezzo alla natura, non guarisci solo te stesso, i tuoi antenati, la madre terra e le future generazioni, ma inviti anche il Mistero a entrare liberamente.
La razionalità non può sostenere un interazione di potere così vasta. L’intelligenza aiuta a realizzare un equilibrio tra le quattro direzioni o creare una struttura chiara come nel processo dell’Hambleceyapi(ricerca di visione), ma per fare la giusta azione, l’intelligenza deve sempre muoversi in cooperazione con le dimensioni sconosciute dello spirito. Sono necessari fluidità e visione.
La consapevolezza c’è sempre stata sin dall’inizio, ma attualizzandosi attraverso l’esperienza della vita , è stata un processo continuo, che sfidava e a volte si scoraggiava davanti al buio travolgente.
La resa ad Osho come mio Maestro , e la grazia di quella trasmissione, ne cristallizza l’importanza non soltanto nel lavoro con il cerchio ma in tutti gli aspetti del mio essere come un essere umano ordinario e come padre.
La consapevolezza è lo spazio tra reazione e risposta, tra identificazione e vedere le cose come sono.
La meditazione o “l’andare dentro” la espande continuamente, ma in realtà, questo spazio è l’unica cosa che non passa sia che i nostri occhi siano aperti che chiusi.
Abbandonarsi ad essa e il riconoscimento che sia eterna in natura ci aiuta ad avere fiducia e conquistare la fede in qualcosa di invisibile ma costante. Questo è stato il dono di una vita vissuta intensamente e totalmente. A 61 anni ho rallentato abbastanza per poterne godere e poterla nutrire.
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Ho guidato il mio primo cerchio mentre giocavo a football con altri bambini all’età di 7 anni. Loro non sapevano e neanche io lo so ancora perchè ci sedemmo in cerchio quel giorno d’autunno. Fu semplicemente un atto istintivo. Ho vagabondato per questo pianeta seguendo il fiume dell’intuizione per così tanto tempo, ma non so davvero dire se sia stato intelligente oppure no!
So che la consapevolezza ne continua ad essere il frutto, e sono grato ad Osho, a mio figlio Hoku, ai miei insegnanti Nativi e a tutti i cerchi per il gusto dolce, pieno di spazio , luce , amore.Ogni giorno.
Aho…Mitakuye Oyasin…
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