| Da metà del secolo scorso, si è verificata la presenza di un nuovo insetto che infetta il Pino, detto Blastofago, che appartiene ai Coleotteri. E’ un parasitta che infetta velocemente, perché attacca tutti i tipi di pino. Ha la peculiarità di svilupparsi in zone prevalentemente calde ed è facile, quindi, trovarlo lunghe le coste mediterranee e in pianure, ma ormai è così esteso che lo si può identificare ovunque.L’insetto adulto è lungo circa cm. 5, ha le antenne ed è di colore nero. Ad eseguire la proliferazione, sono le femmine che scavano nel floema, in modo regolare e soprattutto lasciando il passaggio sgombro da qualsiasi residuo e verso la primavera depongono le uova.Da metà del secolo scorso, si è verificata la presenza di un nuovo insetto che infetta il Pino, detto Blastofago, che appartiene ai Coleotteri. E’ un parasitta che infetta velocemente, perché attacca tutti i tipi di pino. Ha la peculiarità di svilupparsi in zone prevalentemente calde ed è facile, quindi, trovarlo lunghe le coste mediterranee e in pianure, ma ormai è così esteso che lo si può identificare ovunque.L’insetto adulto è lungo circa cm. 5, ha le antenne ed è di colore nero. Ad eseguire la proliferazione, sono le femmine che scavano nel floema, in modo regolare e soprattutto lasciando il passaggio sgombro da qualsiasi residuo e verso la primavera depongono le uova.
Al contrario, le larve sono lunghe mm. 10 e sono biancastre. Durante la loro metamorfosi, scavano ulteriori cunicoli, che hanno la caratteristica di non essere regolari come quelli degli adulti, le loro dimensioni sono in crescendo in base allo sviluppo delle stesse larve; inoltre, sono sporche di residui di legno scavato ed escrementi. Un’altra distinzione pervenuta è che gli adulti si nutrono di qualsiasi tessuto vegetale, mentre le larve aspettano che siano le madri ad introdurre del cibo, generalmente sono funghi simbionti che si generano con la sporcizia e un’adatta umidità. Giunti alla fine dell’evoluzione, sono le stesse larve a costruire una camera pupale in cui concludere la trasformazione. Praticamente, accade che il pino venga infettato due volte: la prima, è il Blastofago che attacca la pianta sana e la seconda, quando la pianta è già contaminata, sono le larve che concludono la distruzione del pino, aumentando la proliferazione. Inoltre, se le condizioni climatiche lo permettono, si possono riprodurre anche una seconda volta prima dell’autunno.
A combattere l’espansione del Blastofago del pino serve l’appoggio e la professionalità dei periti agrari e al momento, l’unico attacco indicato da loro, è il trattamento endoterapico. Questo tipo di procedura permette di introdurre nel sistema linfatico sia il fitofarmaco, che servirà a combattere dai vari attacchi esterni e sia sostanze nutritive, che permetteranno un buon sviluppo della pianta. E’ palese, che la pianta va prima monitorata visivamente, la presenza del parassita è evidente: ai piedi del pino restano i getti terminali ancora verdi, le chiome sono rade, opache fino a diventare trasparenti e soprattutto, sui fusti si notano i fori che gli insetti fanno per penetrare nella pianta, lasciando dietro di loro della resina cristallizzata. Il trattamento fitosanitario endoterapico dev’essere effettuato prima che le adulte depongano le uova e nei due periodi probabili di deposizione, la prima ad aprile e la seconda a fine agosto. Ovviamente, il blastofago quando attaccherà, non riuscirà a scavare i canali, poiché il sistema linfatico è protetto dal fitofarmaco.
Per quanto riguarda il pino completamente malato, dev’essere estirpato con dovute cautele, in modo che anche durante il trasporto non possa infettare altri pini e va smaltito per bloccare la proliferazione.
L’importanza di tenere sotto controllo la diffusione di questo insetto, deriva dal fatto che distrugge ettari di pineta, dove l’uomo principalmente và per potere godere aree di verde e rilassarsi con la propria famiglia, quindi si deduce che è un dovere morale segnalare la presenza del Blastofago a organi competenti.
Al contrario, le larve sono lunghe mm. 10 e sono biancastre. Durante la loro metamorfosi, scavano ulteriori cunicoli, che hanno la caratteristica di non essere regolari come quelli degli adulti, le loro dimensioni sono in crescendo in base allo sviluppo delle stesse larve; inoltre, sono sporche di residui di legno scavato ed escrementi.
Un’altra distinzione pervenuta è che gli adulti si nutrono di qualsiasi tessuto vegetale, mentre le larve aspettano che siano le madri ad introdurre del cibo, generalmente sono funghi simbionti che si generano con la sporcizia e un’adatta umidità. Giunti alla fine dell’evoluzione, sono le stesse larve a costruire una camera pupale in cui concludere la trasformazione. Praticamente, accade che il pino venga infettato due volte: la prima, è il Blastofago che attacca la pianta sana e la seconda, quando la pianta è già contaminata, sono le larve che concludono la distruzione del pino, aumentando la proliferazione. Inoltre, se le condizioni climatiche lo permettono, si possono riprodurre anche una seconda volta prima dell’autunno.
A combattere l’espansione del Blastofago del pino serve l’appoggio e la professionalità dei periti agrari e al momento, l’unico attacco indicato da loro, è il trattamento endoterapico. Questo tipo di procedura permette di introdurre nel sistema linfatico sia il fitofarmaco, che servirà a combattere dai vari attacchi esterni e sia sostanze nutritive, che permetteranno un buon sviluppo della pianta. E’ palese, che la pianta va prima monitorata visivamente, la presenza del parassita è evidente: ai piedi del pino restano i getti terminali ancora verdi, le chiome sono rade, opache fino a diventare trasparenti e soprattutto, sui fusti si notano i fori che gli insetti fanno per penetrare nella pianta, lasciando dietro di loro della resina cristallizzata. Il trattamento fitosanitario endoterapico dev’essere effettuato prima che le adulte depongano le uova e nei due periodi probabili di deposizione, la prima ad aprile e la seconda a fine agosto. Ovviamente, il blastofago quando attaccherà, non riuscirà a scavare i canali, poiché il sistema linfatico è protetto dal fitofarmaco.
Per quanto riguarda il pino completamente malato, dev’essere estirpato con dovute cautele, in modo che anche durante il trasporto non possa infettare altri pini e va smaltito per bloccare la proliferazione.
L’importanza di tenere sotto controllo la diffusione di questo insetto, deriva dal fatto che distrugge ettari di pineta, dove l’uomo principalmente và per potere godere aree di verde e rilassarsi con la propria famiglia, quindi si deduce che è un dovere morale segnalare la presenza del Blastofago agli organi competenti. |
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