BADARA SECK
Il cantastorie Badara Seck dall’Africa racconta il Senegal e non solo, coinvolgendo chiunque si trovi al suo fianco a ritmo vitale che fa… “RungPung“!
Discendente da una famiglia di Griots, fin da piccolo è stato animato da una grande curiosità ed uno spirito introspettivo, che lo hanno spinto a girare il mondo per confrontarsi con altre realtà spiegando attraverso la voce…la musica il “pensiero” della “sua” gente. Bisogna fare un piccolo passo indietro ed illustrare brevemente, per chi non lo sapesse, il significato di griot all’interno delle comunità africane ricordando da subito che l’Africa era ed è essenzialmente di tradizione orale e come diceva sempre Amadou Hampaté Bâ, scrittore maliano:
«”Il fatto di non aver avuto scritture, non ha mai impedito l’Africa di avere un passato, una storia e una cultura.”»
«”In Africa, quando muore un anziano, è una biblioteca che brucia.”»
Come nella società occidentale vi erano gli anziani i cosiddetti “guardiani del sapere” così in Africa, la sera o quando si ritiene più opportuno, l’intera comunità si raccoglie attorno al griot per ascoltare le parole sovente cantate di favole, canzoni, proverbi.
Ecco quindi l’importanza del griot come custode e divulgatore delle tradizioni e della conoscenza verso la propria gente specializzandosi appunto nell’arte del narrare attraverso i modi del racconto, la gestualità e la tonalità creando infine un continuo scambio emozionale oltre che pedagogico con il suo pubblico. La giovane generazione di griots, oggi è una sorte di ambasciatore artistico tra l’Africa ed il resto del mondo proprio come il nostro cantante e musicista Badara Seck, che continua il suo percorso di vita viaggiando&cantando la tradizione senegalese arricchita del suo singolare stile detto “RungPung”: Rung sta per genere, stile musicale, mentre Pung equivale alla nostra chiave di violino!
RungPung è nato come progetto per Fabbrica Europa 2004 a Firenze, una sintesi dell’esperienza artistica del cantante attraverso l’incontro di prestigiosi artisti – musicisti africani insieme a musicisti, percussionisti e danzatori africani residenti in Italia, ma fino ad allora con poche possibilità di visibilità riuniti attorno alla figura di Badara Seck. Il lungo viaggio artistico di Badara Seck è iniziato dapprima in Canada e nei paesi dell’Africa centro-occidentale, poi in Svizzera, nel resto d’Europa e in Italia (sua seconda casa dal 1998!), anche se con frequenti e lunghi soggiorni in Senegal, dove ha continuato ad esercitare il suo ruolo di musicista e griot facendo tesoro della sua esperienza internazionale.
Inoltre ha partecipato a numerosi festival internazionali ed italiani: in particolare è stato scelto come unico degno sostituto della grande Miriam Makeba per la voce solista della famosa Messa Luba; ha successivamente partecipato a Roma e Firenze , nel 2000, all’evento Africa Poesia, affiancato tra l’altro dal grande poeta, musicista, scrittore e giornalista camerunese Francis Bebey. È stato uno dei personaggi di spicco all’evento Hypertext-Ulisse, sostenuto dalla Comunità Europea nell’ambito del progetto Euro-Mediterraneo.
Si ricorda che Badara ha cantato insieme a Miriam Makeba, Paolo Fresu, Raiz e grazie al sostegno di Mauro Pagani ha partecipato alla realizzazione degli ultimi cd di Massimo Ranieri confermando così il loro rapporto artistico oggi più vivo che mai durante le tournée del cantante partenopeo.
Con il suo gruppo, PENC, si è esibito in numerosissimi concerti in Italia, in Europa e in Africa…singolare è scoprire come questo gruppo non sia mai dello stesso numero di artisti, ma può crescere ad ogni concerto proprio perché Badara Seck è in continua ricerca di musicisti, che abbiano la volontà e la forza di far conoscere le sonorità africane con l’unione delle sue parole: infatti oltre ai canti tradizionali lo spettatore si troverà immerso nel RungPung.
Infine è curioso scoprire come “Penc” tradotto dal Wolof rappresenta il Baobab, l’albero simbolo dell’Africa tropicale, e la sua aurea energetica che nasce durante l’incontro tra il griot e la sua gente…tra la parola-canto e un orecchio aperto; non a caso un proverbio senegalese insegna:
« Fatfatlu du fasalé mbamsef ak i nopa’m »
(Scuotere la testa non priva l’asino delle orecchie)
E come ricorda il senegalese Birago Diop facendo parlare l’asino in un suo racconto:
“Aveva imparato che ciò che entrava nell’orecchio rimaneva sicuramente nella testa e nella memoria rispetto a ciò che l’occhio credeva di vedere e che spesso non era che illusione…”
Infine non resta che aspettare di incontrare Badara Seck e il suo gruppo PENC per lasciarsi guidare e trasportare attraverso la sua potente e carismatica voce verso un viaggio dal lontano sapore africano, ma, come bene si sa, da sempre la madre terra dell’uomo.
Deborah Baisotti alias MissHarobed
Badara Seck
(myspace in costruzione; video su you tube)
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