Autore: sciarpaverde


Il principio e la fine sapientemente ribaltati in un continuo alternarsi di emozioni contrastanti che coinvolgono intensamente chiunque lo guardi. Così Il curioso caso di Benjamin Button, attraverso la finzione scenica, proietta sullo schermo una delle più importanti verità della nostra vita: per tutto c’è un inizio e a tutto c’è una fine. La magia di un grande amore per la sola ed unica metà della mela che non tutti hanno la fortuna di incontrare e la drammaticità scandita da una morte che giunge in quanto ultima fase naturale dell’esistenza umana, è il binomio che ha attanagliato i secoli e che si ripresenta prepotentemente protagonista sullo sfondo tragi-comico che caratterizza tutta la narrazione. Un Brad Pitt in tarda età osserva con la curiosità tipica di un bambino il mondo circostante, cercando di dare un senso al mistero che lo avvolge. Una Kate Blanchett splendida e sicura di sé impara durante il suo cammino che l’aspetto fisico di una persona non ha a che fare con la nobiltà, la generosità e la cordialità verso il prossimo. Nascere vecchi e morire giovani non è solo un luogo comune, ma, qualcosa di più profondo connaturato all’animo umano ed alle sue mille sfaccettature. E questo Benjamin Button lo aveva ben compreso tanto da considerare ogni persona che entrava nella sua vita, non per il suo apparire o per i suoi averi, ma per il suo essere una preziosità rara in grado di arricchire il bagaglio di esperienze di qualunque individuo vi entrasse in contatto. Come si può, dunque, definire questo film semplicemente come la rappresentazione di un ciclo biologico che si dispiega in modo inverso? Evidentemente non si può farlo perché solo andando oltre i confini della vita stessa si può dimostrare che spesso gioventù e vecchiaia coincidono e che, per ogni bambino costretto a diventare uomo per sopravvivere alle avversità che deve affrontare durante il suo viaggio, c’è un uomo che, dopo aver raggiunto la meta, è felice di restare bambino per assaporare l’ingenuità di un tempo passato che concretamente non può più tornare.

Sciarpaverde