Diario di una disoccupata di provincia

Avere 26 anni e non sapere ancora cosa fare da grande.

Affronto da qualche settimana vari colloquoi con varie agenzie che si occupano del reclutamento del personale. Fare un colloquio con l’azienda stessa è un sogno. Mi chiamano al telefono ma mi dicono pochissime parole, poche spiegazioni. Capisco solo di avere un appuntamento con l’agenzia in tale giorno a tale ora, null’altro. Non posso sapere null’altro. Non mi dicono niente, anzi mi chiedono di non parlare con gli altri miei colleghi disoccupati che aspettano nela stessa saletta questo colloquio. Vedo uscire i vari ragazzi a distanza di pochissimi secondi, tutti con gli occhi bassi, qualcuno accenna ad alzare gli occhi e farmi capire che è inutile aspettare, ma la segretaria dietro la scrivania batte la penna sul tavolo per richiamare l’attenzione.Finalmente tocca a me, sono curiosa di sapere come si articolerà questo appuntamento conoscitivo. Mi siedo ed ho avanti a me un ragazzo che ha visibilmente qualche anno in meno a me, io ne ho 26 lui ne ha? Oddio. Guarda il curriculum, guarda nel suo pc e mi dice che se ho voglia di iniziare a lavorare posso presentarmi il giorno dopo per una presentazione del lavoro, un giorno prova. Ok, ma in che cosa consiste il lavoro? Che forma di pagamento avrà? Cerco di chiedere. “Non posso dirle nulla, l’ aspetto domani.”  Mi alzo nello sgomento totale, non so se domani farò una prova per un lavoro pulito, qualcosa che riguardi il commerciale o la segreteria, un appuntamento al buio, e prima di uscire mi blocca dicendomi di non parlare con nessuno appena sarò fuori la porta. Penso che quel ragazzo è pagato per non dire nulla, forse ha studiato, si è laureato ma non dice nulla. Così è la vita. Sono tra i milioni di disoccupati che fanno questi colloquii con una certa frequenza, so di valere ma so per certo che davanti a me non ho mai trovato nessuno che seriamente mi avesse proposto un lavoro. Mi presento ad un altro colloquio, questa volta ho risposto ad un annuncio specifico riguardo all’assunzione di alcune cariche in un nuovo centro commerciale. Stessa scena mi siedo davanti ad un ragazzo giovane che guarda il mio curriculum vitae, lo posa sulla scrivania e mi dice ” ma lei, cosa vuole fare da grande?” Gli dico di avere risposto ad un annuncio che parlava di un nuovo centro commerciale. Purtroppo quei posti sono finiti, per me c’è solo un lavoro di consulenza per presentare dei prodotti di cartoleria, un lavoro di rappresentanza insomma.Quello che faccio da anni per un altra azienda. Poi conclude dicendomi che del resto loro danno priorità a chi ha la laurea per quei posti nei centri commerciali, per i diplomati è più difficile.

Ho 26 anni, ma sin da quando mi sono diplomata non sono mai stata ferma, ho fatto tanta esperienza sul terreno, ho fatto vari lavori, mi sono interessata di tutto e niente, purtroppo ne ho poca sui i libri. Ma non importa, so che un giorno questo non conterà.

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