Autore: Alfredo


“L’evento del Fuoco”, stampato per conto delle Edizioni Nerbini di Firenze (www.nerbini.it), ci porta dentro il laboratorio di Alfredo Allegri; sarà presente nelle librerie a partire dal prossimo 30  aprile.

Esce per le Edizioni Nerbini di Firenze (www.nerbini.it), il nuovo libro di Alfredo Allegri: “L’evento del Fuoco”. Apre all’interno con un saggio introduttivo di Stefano Lanuzza, che con acutezza identifica nella “poesia della viandanza”, il tratto saliente dello scostamento del poeta ‘dalla vita domestica’ per essere nomade errante per le vie del mondo.

Un libro di poesia ancora?! uscito dalla bottega di questo scrittore fioretino. Si ma non dobbiamo essere troppo certi che  “L’evento del Fuoco” sia semplicemente e solo un libro di poesia. Certo la forma è quella propria della scrittura poetica, ma l’originalità si ritrova dentro ‘il nervo scopeto’ di una succcesione di eventi che parlano di mete e viaggi iniziatici che non hanno la certezza del ritorno, storie quindi che avviandosi verso una suggestione mettono a nudo l’anima stessa di chi le legge.

Per questo non stupisce che la poesia di Alfredo Allegri sia molto amata dai giovani. La sua sensibilità è infatti tutta contemporanea e trae forza e ispirazione proprio dalla dimensione di nomadismo, dall’incostanza in cui talvolta ci sentiamo tremendamente smarriti, donandole il volto attraente dell’avventura.

Ogni esperienza si realizza nella dimensione del viaggio, un pellegrinare che non contempla il ritorno ad una dimensione conosciuta, né la ricerca di una meta solo di pace ma è parte stessa dell’identità dell’uomo, essenza imprescindibile del suo vivere (“il viaggio che conservo / gelosamente nel centro della testa”). Vagare per città, perdersi nella visione di isole lontane nella cui immagine cercare i lati sconosciuti della propria identità, decifrare sensazioni, sperimentare la passione (l’evento del fuoco, appunto), sentire le pulsazioni della notte, nell’intensità degli attimi prepararsi e, al tempo stesso, esorcizzare l’esperienza della morte, sentire la vita seguendo percorsi tracciati dalla poesia. Questo è viaggiare in compagnia di Alfredo Allegri.

Certo è che nel suo svolgersi sono rintracciabili storie vive nel cuore di molta umanità, unite a parole chiare scattanti, che ci portano senza mai lasciarci la mano nell’alto di esplosioni pirotecniche, magari strattonandoci  anche un po’. Sono i rumori scomposti, il tanfo delle balere, l’allegria ad alta voce a dare vita alle città dove i tanghi vengono pestati nella nuda terra di un pavimento osceno. Seguendo le tracce di queste storie noi, donne e uomini di sempre, scopriremo (dopo) di avere un puntino in più blu, cucito nell’animo.

…Nella curvatura agile del fianco

ho piantato il seme di una rosa

per aprirla nuova ad ogni passo.

Percorrendo i dedali intricati dell’Alfama

non sarebbe ora grave l’errore

se per me stesso scrivessi lettere d’amore.

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