Autore: Stefano_la_salvia
Iniziando dagli avvocati di Parigi, sino ad arrivare agli operai delle fabbriche in Cina, passando per le guardie del corpo in Colombia, il problema dei licenziamenti sta toccando molto rapidamente tutto il pianeta. I licenziamenti causati dalla crisi post-recessione statunitense saranno circa 50 milioni entro la fine del 2009. La disoccupazione in Gran Bretagna dovrebbe salire al 9,5 per cento entro la metà del 2010, dall’attuale 5,3 per cento, questo secondo i dati dell’economista Peter Dixon (Commerzbank, London). In Germania, il tasso di disoccupazione dovrebbe salire sino al 10,5 per cento dal 7,8 attuale. Anche il sorprendente boom economico dell’India, ritratto nel film “Slum Dog Millionaire”, perde colpi. Secondo una recente analisi, 500.000 persone hanno perso il posto di lavoro tra ottobre e dicembre 2008 .
Cosa ci attende: un conflitto o una transizione pacifica?
I recenti atti di resistenza, come le proteste in Grecia, ci hanno dimostrato che molte persone non sono soddisfatte dei valori dell’opinione pubblica odierna. Questo articolo privilegia il concetto che modificando i valori dell’opinione pubblica attraverso l’istruzione, possiamo scoprire un percorso alternativo per lo sviluppo della pace .
La recente e violenta protesta di Atene, in Grecia, ha nuovamente rimarcato l’inusuale scenario che
si è svolto nel mese di dicembre, dove l’uccisione per mano della polizia di un adolescente, ha scatenato le proteste pubbliche locali, con un danno stimato intorno al milione di dollari.
Il forte malcontento iniziato ad Atene si è diffuso immediatamente in tutto il paese, fuoriuscendo in seguito anche in altre parti d’Europa , comprese la Spagna, la Danimarca, la Francia, l’Italia e la Germania. I mezzi di comunicazione hanno etichettato le violente proteste come uno sfogo dovuto alla profonda insoddisfazione, aggravata dalla pressione della crisi finanziaria, dai massicci licenziamenti avvenuti come conseguenza e, soprattutto, dalla paura di quelli ancora in arrivo. Perché, c’è da starne certi, ce ne saranno altri.
L’International Security Report del 2008, è stato pubblicato lo scorso novembre, molto prima che avessero inizio le rivolte europee, dall’”Oxford Research Group”.
Provocatoriamente intitolato , “Il punto di capovolgimento?” riporta che “La recessione economica mondiale è la principale minaccia per la sicurezza di tutto il pianeta. Secondo le attuali tendenze, le principali vittime saranno innumerevoli centinaia di milioni di persone appartenenti alle comunità più povere del mondo. Tutto ciò è in grado di provocare l’aumento di movimenti sociali radicali e violenti.”
Una previsione piuttosto pessimistica. Sembra proprio che siamo condannati ad “immergerci” in violenti conflitti su scala globale.
Non necessariamente. C’è un percorso alternativo, ma sarà percorribile solo una volta che ci renderemo conto della vera ragione della crisi finanziaria, che spinge molte persone sull’orlo della violenza, e cominceremo a parlarne .
Quindi, qual è la ragione di questo globale fiasco finanziario senza precedenti?
La nostra incapacità di adeguarci ai cambiamenti che il nostro mondo ha subito. In altre parole: nel secolo scorso, il nostro mondo si è rapidamente ridotto ad un “piccolo villaggio globale”, mentre i nostri atteggiamenti e modi di affrontare i cambiamenti avvenuti, non si sono evoluti così rapidamente.
Come dimostrato dalle ricerche più recenti, siamo tutti testimoni del “restringimento del mondo” e tanti analisti hanno scritto a riguardo libri andati a ruba nelle librerie, che non trattano solo di internet e del commercio. Siamo diventati interconnessi e interdipendenti in modo che non solo le nostre azioni, ma anche i nostri desideri e pensieri ora stabiliscono la sorte degli altri nel mondo. Siamo diventati un solo corpo, una sola famiglia i cui membri non possono permettersi di ignorare gli stretti legami tra loro. Ė come se fossimo connessi agli altri da fili invisibili, dove la nostra incapacità di vederli non cambia il fatto che essi siano li.
E questo è proprio ciò che noi non siamo riusciti a vedere. Invece di cambiare il nostro approccio nei confronti della vita verso una visione globale, nonché la considerazione e il rispetto nei confronti degli altri, abbiamo cercato di rispettare il vecchio, locale e miope metodo auto-incentrato. L’unica cosa che non abbiamo capito è che il mondo è cambiato e non tornerà più indietro. Questo nuovo livello di unione, provocato un po’ alla volta dall’attuale crisi finanziaria, ci è stato rivelato per consentirci di diventare davvero una famiglia amorevole, e non si accontenterà di niente di meno di questo.
L’attuale crisi è il risultato del nostro atteggiamento obsoleto. Come ha sottolineato l’”Oxford Research Group”: «I nostri problemi possono essere risolti solo invertendo le tendenze attuali».
Il percorso alternativo
Quindi, come possiamo raggirare lo squilibrio che ha portato il mondo alla crisi, e come possiamo dare al mondo una direzione che conduce all’equilibrio, alla tranquillità e all’armonia? Cosa dobbiamo fare per il passaggio ad una mentalità globale che migliori e ci impegni in un percorso alternativo per uno sviluppo pacifico?
Tutto questo deve essere realizzato attraverso l’insegnamento e l’opinione pubblica. Invece di educare le persone con il metodo attuale, invadendo i mezzi di comunicazione con messaggi rivolti a incentrare le attenzioni su sé stessi, che incoraggiano solo le persone ad essere meglio degli altri e ad insegnare loro la strada verso il sogno americano, possiamo utilizzare i mass media (compresi televisione, radio, internet e pubblicità) per dare la spiegazione pratica e necessaria sul mondo in cui ora viviamo e le relazioni che devono esserci tra le persone per sopravvivere e prosperare in esso. Questo è un mondo dove le azioni e i pensieri di ogni persona generano una relazione diretta per il benessere di tutti nel globo. E questo perché, oggi più di prima, c’è una necessità di creare nuovi atteggiamenti e rapporti di cortesia con tutti i nostri “vicini”, gli abitanti del pianeta.
Se i media, che riempiono le nostre menti con ogni sorta di informazione e modellano i nostri punti di vista, inizieranno a trasmetterci le giuste indicazioni riguardo alla nostra interdipendenza e all’importanza di nuovi atteggiamenti di gentilezza e cura per coloro che sono attorno a noi, l’opinione pubblica inizierà a cambiare gradualmente.
Effettivamente, dato che l’essere umano è naturalmente e facilmente influenzabile dalla società che lo circonda, il passaggio al percorso alternativo di pacifica convivenza tra tutte le persone nel nostro piccolo villaggio globale, non è in realtà così difficile da realizzare. Dobbiamo solo utilizzare gli strumenti che già possediamo in modo tale che possano darci beneficio. Una volta che metteremo in atto un differente sistema d’educazione “globalmente consapevole”, la società umana cambierà nel suo complesso i suoi valori auto-incentrati e sarà in sintonia con la nostra nuova realtà globale.
Informazioni sull’autore
Eli Vinokur è un editorialista indipendente. Attualmente sta completando i suoi studi per ottenere il dottorato in Scienze sociali e filosofia presso la facoltà di scienze umanistiche all’Università di Tel Aviv, in Israele. La sua ricerca si incentra sul pensiero ebraico e le sue applicazioni. I lavori di Vinokur sono apparsi tra altre pubblicazioni su Haaretz, Yediot Aharonot, MSN Israel e NRG Maariv .
Sociale: Ultimi articoli
- L’importanza di fare la comparsa secondo Anis Gharbi
- Social Network: un aiuto o una mera ditruzione della comunicazione?
- Linguaggio del corpo e seduzione
- Sicurezza di se e seduzione
- l web marketing per l'Africa: Qadra.net incontra la delegazione del Saharawi
- La verità sulle cause dell'esondazione del 31 luglio a Mercato San Severino
- Ospedale San Timoteo di Termoli
- Seduzione modello Push Pull
- Vitaliano Gallo Orchestra Principato di Seborga 18 Agosto 2010 S. Biagio della Cima IM
- Mal d'amore come ridurlo