Autore: giorgionadali
I patti lateranensi tra Chiesa Cattolica e Repubblica italiana hanno compiuto 80 anni. 25 gli anni trascorsi dalla revisione del concordato. Molti non sanno che beneficiano del concordato quando fanno vacanza perché l’Italia riconosce come festive tutte el domeniche dell’anno (domenica vuol dire “giorno del Signore”, Dominus Die ed è festività solo nei paesi cristiani) più sei giorni anche non domenicali riconosciuti, il primo gennaio, Maria Madre della Chiesa, il sei gennaio, Epifania, il quindici agosto, Assunzione di Maria in Cielo, il primo novembre, Ognissanti, l’otto dicembre, Immacolata Concezione di Maria e il venticinque dicembre, Natale del Signore. Ai laicisti fanno certo comodo queste feste, che per loro sono “vacanze”. Più di metà del mondo, 3 miliardi e mezzo di persone su sei, fanno vacanza in un giorno della settimana legato alla religione monoteista del loro paese. Domenica per i cristiani, venerdì per tutti i ventisei paesi islamici e sabato per il paese ebraico, Israele. Un altro effetto del Concordato tra Stato italiano e Chiesa Cattolica in Italia è l’effetto civile del matrimonio cattolico. Solo ed esclusivamente in Italia non è necessario sposarsi due volte per vedere riconosciuto dallo stato il proprio matrimonio cattolico. Penserà la parrocchia dove si è svolto il rito nuziale a trasmettere gli atti al municipio di appartenenza. In qualsiasi altro paese del mondo bisognerà prima fare un matrimonio civile e il giorno dopo il rito cattolico. Non esistono di fatto stati senza religione. Qualsiasi stato del mondo ha una cultura ed un storia legata alla religione. La storia dell’Occidente è basata sulla cultura giudeo cristiana. La stessa Europa è stata fondata dal monachesimo benedettino. San Benedetto è infatti il patrono del Vecchio continente. Anche i valori “laici” nascono in un ambiente cristiano e sarebbero stati radicalmente diversi e di fatto lo sono nei paesi islamici, ad esempio, oppure dell’estremo oriente. Credere di separare la società e la storia dalla religione è frutto del rancore e dell’ignoranza laicista, nemica della religione.
Nel 2006, il concordato è stato messo in discussione da alcune forze politiche, largamente minoritarie, in particolare dal partito della. Rosa nel Pugno. Secondo queste critiche i rapporti tra Stato italiano e Chiesa cattolica dovrebbero essere nuovamente rivisitati in diversi punti in modo da renderli ulteriormente liberi.
Non può essere proposto un referendum per l’abolizione o la modifica del Trattato, del Concordato o delle leggi collegate ad esso perché non sono ammessi, nel nostro ordinamento, referendum riguardanti i trattati internazionali. Anche una proposta di legge popolare per l’abolizione del Concordato è ugualmente inammissibile perché la legge ricade in una dei casi previsti dall’articolo 80 della Costituzione.
Il Concordato (ma non il Trattato) fu rivisto, dopo lunghissime e difficili trattative, nel 1984, fondamentalmente per rimuovere la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia. La revisione che portò al nuovo Concordato venne firmata a Villa Madama, a Roma, il 18 febbraio dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, per lo Stato italiano, e dal cardinale Agostino Casaroli, in rappresentanza della Santa Sede. Il nuovo Concordato stabilì che il clero cattolico venisse finanziato da una frazione del gettito totale IRPEF, attraverso il meccanismo noto come otto per mille e che la nomina dei vescovi non richiedesse più l’approvazione del governo italiano. Inoltre, per quanto riguarda la celebrazione del matrimonio, si stabilirono le clausole da rispettare perché un matrimonio celebrato secondo il rito cattolico possa essere trascritto dall’ufficiale di stato civile e produrre gli effetti riconosciuti dall’ordinamento giuridico italiano oltre a porre delle limitazioni al riconoscimento in Italia delle sentenze di nullità matrimoniale pronunciate dai tribunali della Chiesa che prima avveniva in modo automatico. Fu anche stabilito che l’ora di religione cattolica nelle scuole diventasse da obbligatoria a facoltativa.
Un assurdo dato che “La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado». (L.121/1985 – revisione del 1984 del Concordato tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica).
L’insegnamento della religione è presente in quasi tutti gli altri paesi europei (è assente solo in Francia, Repubblica Ceca e Slovenia) con diverse modalità (obbligatorio o facoltativo), contenuti (religione cattolica, protestante, ortodossa), approcci (storico, etico, para-catechistico). E’ obbligatoria con facoltà di esonero in Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Germania, Grecia, Estonia, Finlandia, Malta, Regno Unito. Obbligatoria senza alcun esonero in Svezia. Questo per dire quanto sia importante lo studio della religione, in quante parte fondamentale della cultura e della storia delle società.
Giorgio Nadali
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