Autore: Stefano_la_salvia


Il collasso finanziario è inevitabile. Nonostante le continue rassicurazioni che ci arrivano da tutti i Capi di Governo, in una società orientata verso il profitto, ci sarà sempre qualcuno che vince e qualcuno che perde. E poiché coloro che vincono diventano sempre più potenti, è facile per loro guadagnare ancora di più: più soldi, più potere, e sempre a discapito degli altri. Questo fenomeno esiste in tutte le società della terra, dunque la maggior parte del benessere e del potere è sempre concentrata nelle mani di una piccola minoranza.

Sarebbe ragionevole sostenere che questa deformazione sociale è la conseguenza della corruzione degli uomini, di un regime, o delle strutture sociali. L’unica cosa certa è che, qualsiasi sia il regime, o la struttura sociale, o qualunque sia la persona che ha il potere, viene sempre ripetuto lo stesso modello da una piccola, ricca e potente minoranza che controlla la maggioranza.

Questo ci porta alla domanda: “Siamo in grado di creare una struttura sociale giusta e sostenibile che non sia basata sul desiderio del profitto?” La risposta è “No”. Il desiderio per il profitto è innato nella natura umana ed è la motivazione che si trova alla base di ogni cosa che facciamo.

A dire il vero, il desiderio per il profitto è un altro modo di chiedere, “ Che cosa ci guadagno io?” Senza alcun profitto, non saremmo capaci di muovere neppure un dito, meno ancora di creare una struttura sociale sostenibile. Infatti, il desiderio per il profitto, e in modo speciale il desiderio di essere superiori agli altri, è così innato che sembrerebbe esserci come una cospirazione Divina, una struttura costruita dall’interno, ideata in modo tale che noi non possiamo sconfiggerla perché è la nostra stessa natura.

Se si esaminano gli scritti di Kabbalisti contemporanei, come Baal HaSulam e altri, possiamo scoprire che costoro avevano una conoscenza di questo enigma e che per secoli avevano sottolineato questo innato difetto della natura umana. Di più, Baal HaSulam sosteneva che se non troviamo una motivazione alternativa per agire, ci ritroveremo in un caos totale. Le conseguenze dei terremoti politici produrrebbero dei regimi fascisti, e i conseguenti scontri fra i paesi culminerebbero in una terza e anche in una quarta guerra mondiale nucleare.

Benché queste profezie sembrassero utopistiche, quando furono scritte per la prima volta, circa 60 anni fa, oggi non ci appaiono più tanto improbabili e quindi non possiamo non tenerne conto.

La crisi, secondo la Kabbalah, non sta nella rottura del sistema monetario, o nella scampata emergenza rifiuti, o negli scioperi del personale dell’Alitalia (solo per citare alcuni esempi). La crisi è un sintomo della nostra innata natura che è concentrata su se stessa. Perciò, la soluzione di tutte le crisi, inclusa questa, consiste nel cambiare la nostra natura, da una natura orientata al profitto verso una natura orientata alla condivisione.

Alla fine del giorno, non c’è un solo problema che non sia la conseguenza della nostra natura che è concentrata su se stessa. Ogni azione che facciamo deve essere diretta a produrre un po’ di bene. Questa è una caratteristica naturale. Ma se ce la faremo a cambiare il nostro orientamento da un auto-beneficio al beneficio per la collettività, allora non solo creeremo una società spontaneamente collaborativa, ma il benessere di ogni individuo all’interno di essa sarà garantito dalla collettività stessa. In altre parole, non dobbiamo preoccuparci per noi stessi; l’intera società lo farà per noi, e noi, in cambio, lo faremo per l’intera società.

In una società di questo genere, tutti i meccanismi di regolamentazione, le forze armate, le applicazioni della legge, e le tasse saranno provvedimenti inutili. Il crimine non esisterà più perché nessuno vorrà fare del male alle altre persone. Al contrario, le persone vorranno solo dare e condividere. In modo naturale, un’enorme quantità di risorse e di persone saranno disposte a impegnarsi in imprese socialmente vantaggiose. Entro pochi anni, il mondo sarà profondamente diverso tanto che guarderemo indietro a questi giorni di sfruttamento, con tanta incredulità per quanto siamo stati ciechi.

Ma per cambiare la natura umana da egoista quale è attualmente, a completa fin nella sua radice, abbiamo bisogno di un metodo che sia indipendente da noi, affinché non sia di secondaria importanza al nostro attuale modus operandi egoistico. Qui è dove la saggezza della Kabbalah ci viene in aiuto. La Kabbalah è una scienza che impiega le strutture, che sono complete e che sono già esistenti in natura, sugli individui e sulla società umana nel suo complesso.

In tutta la natura, gli umani sono gli unici esseri che siano concentrati solo su sé stessi. Gli atomi, le molecole, le cellule, e gli organi collaborano tutti in un sistema più grande di loro. Così fanno le piante e gli animali. Ogni cosa in natura è perfettamente giusta per il suo posto nel sistema. Tranne l’uomo.

Ed ecco che è lecito chiedersi, “Allora perché siamo stati creati in contrasto al sistema nel quale siamo inseriti per cominciare (la nostra vita)?” La risposta è, “ Non c’è altro modo per conoscere il sistema se non mentre ci siamo dentro”. Lo scopo delle nostre vite non è di dominare gli altri, ma di comprendere e di integrarci coscientemente nella natura che è completa. La saggezza della Kabbalah è la saggezza dell’integrazione. Le sue tecniche ci permettono di imparare gradualmente il nostro posto nell’universo, e passo dopo passo ci accompagna nell’integrazione con esso.

Stefano La Salvia- Studente dell’Associazione Bnei Baruch per la ricerca e studi della Kabbalah Autentica. www.kabbalah.info/it